Come nasce una collezione Rosso Regale

Siamo un'azienda di prodotto, ma l'approccio ha una prospettiva diversa dalla convenzionale, una prospettiva alla De Chirico. 

Non si parte mai dal cosa ha venduto, cosa chiede il mercato, cosa manca, cosa renderebbe (marketing studi ed esperienza in tasca, come topi morti), ma da una storia che frulla nella testa - difficile spiegarlo - sono visioni, attimi catturati nella mente; la sensazione è quella del déjà vu: una frazione di vuoto cosmico intorno, di precipizio accogliente, poi ti appoggi e lo schizzi sul cahier. A volte la sensazione è che siano lì da sempre e che aspettassero solo di trovare il momento giusto per emergere.

Attorno al tavolo del brain storming la tempesta è totale e non solo di cervelli, l'atmosfera è rimasta quella dei tempi di scuola - e anche lo spirito - in cui sono necessarie sonnolenza e confusione per generare stelle danzanti.

 

Sregolate, confusionarie, a volte ci si parla in testa, spesso si dice una cosa ma se ne intende un'altra, non importa, quasi mai le visioni vengono lasciate sul tavolo, qualcuno le raccoglie e si procede. 

Ci sono le Moleskine e i lapis - ognuno i suoi con la propria storia e guai a chi li tocca.

Talvolta facciamo le riunioni nell'aia con la torta di fragole, il caffè dell'Alicia e il canto delle cicale, sublime.

Poi si parte con i disegni, si entra in un bunker emozionale e si resta chiusi lì finché la collezione non è terminata.

 

I tavoli si ingombrano fino all’inverosimile di acquerelli – con una propensione all’acquisto compulsivo di nuove nuances e esperimenti di nuove ricette (gli acquerelli  al miele, li avete mai provati? Stupendi), pennelli rigorosamente di martora e musica sparata in cuffia a 100 decibel, entro pochi anni saremo tutte sorde… Ecco sì, ci sono pezzi che hanno un ritmo incredibile, li ascolti e puoi disegnare direttamente con il pennello, senza base a lapis, il colore fluisce, l’acqua scorre, in un tutt’uno  con il ritmo, difficile da spiegarlo; provatelo: un esempio è Eros di Ludovico Einaudi.

Dopo si scontorna, si progetta (Vale ma ‘sta tazza riuscirà a superare la prova della forza di gravità?) e si entra in conversazione con i fornitori (chilometri di mail sulla gradazione di un colore – non può essere altrimenti – ore di conversazioni telefoniche con l’altra parte del mondo.

Ci siamo fatte l’idea che questo sia un approccio nuovo, un po’sconclusionato forse, ma capace di cavalcare il nostro tempo, connesso e flessibile, in armonia con il WEB-cosmo e con la voglia di condividere,

sempre e comunque.

 

E voi a che punto state del cosmo?